26/03/2012

Tornare esseri umani

 

cementificazione.jpgParto da un osservazione (di Joseph Ratzinger), peraltro condivisa sul mio profilo facebook, che urla una verità visibile chiaramente a tutti: “Il Progresso non ha partorito l'uomo migliore, una società migliore e comincia a essere una minaccia per il genere umano”.

Continuo con un presupposto abbastanza chiaro e di attualità: la Val di Susa.

Affiancato, purtroppo, spesso (e secondo me con poca gioia), da qualche gruppo vandalico, si è però sviluppato un gruppo ambientalista e localista, serio e dalle idee precise contrari ad unosviluppo sfrenato, figlio di un senso etico di certo, non, di sicuro, della conoscenza o della saccenza. Mi spiego meglio … il fatto che qualcuno mi dia per certo che io sia più acculturato di mio padre e di mio nonno non significa assolutamente che io sia migliore di loro, anzi, nel  senso etico del significato i valori trasmessi, le tradizioni e le esperienze surclassano ampliamente le tesi dei soloni.

Ma non si tratta solo di pensiero o filosofia, oggi i soloni vogliono spacciarci certe grandi opere come necessità per una coesione europea … ma che vadano a farsi benedire (e mi trattengo coi termini), queste opere, questa architettura monetaria e finanziaria di stampo europeo (si fa per dire, l’Europa sarebbe ben altro) massacrano popolazioni ed ambiente.

Si perché paghiamo a livello ambientale, ma anche sociale … solo qualche decennio fa’   bastava lavorasse una sola persona in famiglia, oggi siamo obbligati a farlo in due e non basta neppure a produrre un reddito sufficiente ad inseguire il mercato imposto, inoltre così crescono figli abbandonati a se stessi, cresciuti dalla tv e dalle consolle dei videogiochi.

Oggi ci viene imposta una vita di consumo e lavoro, sempre in corsa, sempre in affanno e così ci ritroviamo ad un numero di suicidi europeo (destinato a salire) del 20 per 100 mila abitanti, ad un alcolismo dilagante (direi quasi di massa), alla tossicodipendenza diffusa e capillare, alla dipendenza generalizzata agli psicofarmaci.

Eppure il piano delle leadership mondiali vuole farci andare ancora più veloci, cementificarci ulteriormente, dominarci quali lavoratori sottomessi, riempirci (nevrotici e depressi) della medicina tecnologica che ci spacciano per la panacea dei nostri mali.

Umanamente non ha senso pagare questo in nome del “mito dello sviluppo” e molti ultimamente si stanno risvegliando e capendo … l’implosione di questo bastardo sistema ci sta impoverendo al massimo ponendo così le basi di una ribellione … non so se si tratterà di una rivoluzione pacifica o sanguinosa, so però che non dobbiamo perdere l’occasione: dovremo spingere e far si che il mondo si rifondi sulle piccole patrie, i loro valori, le loro economie ed i loro stili di vita, consoni all’essere umano.

Giorgio Bargna

03/01/2011

L'altra faccia della medaglia

terra.jpgVediamo, intorno a noi, un incedere di persone elegantemente vestite o, nella peggiore delle ipotesi, la gente viaggia con addosso chili di roba fina, spesso e volentieri di qualità: decisamente uno “status symbol”.

I corpi di chi li indossa non sono certo da meno, rappresentazioni della buona nutrizione, magri eventualmente, ma non da denutrizione…adornati dall’abbronzatura (anche in inverno) e dal sacrificio della palestra…nasi, seni e sederi scolpiti a mano da chirurghi abili come antichi orafi, capelli fluenti e trattati, calvizie abilmente occultate. Lingerie in piena vista anche nella fredda stagione, adornati, si fa per dire, da camice generosamente sbottonate…jeans a vita bassa da cui intravvedere mutandine talmente minuscole, che si riducono ad un filo. Anelli, collane, braccialetti, catenine e cavigliere tintinnanti e scintillanti, spesso in zone del corpo riservate a pochi intimi, spesso la dove anni fa immaginavamo non potessimo appendere nulla.

Corpi simboli di una società dell’apparire e del possedere, fantastiche visioni dei “padroni” di un mondo che però ha una seconda faccia della medaglia e che presto ci presenterà un conto salato; un conto che, probabilmente, non pagheranno questi sederi sculettanti, ma i loro discendenti.

Nel giorno 213 dell’anno solare gli abitanti di questo pianeta (ignari) hanno già bruciato ogni risorsa naturale che la natura ci offre periodicamente….dal 214imo giorno in poi utilizziamo risorse che il pianeta non reintegrerà mai più….non stiamo parlando solo di cibo ed acqua, ma anche di aria, il che genererà gas a effetto serra in atmosfera.

Se fossi io personalmente a calcolare i danni del nostro benessere potremmo dormire sonni tranquilli…il punto è che la denuncia arriva invece dalla “Global Footprint Network”, organizzazione internazionale che promuove la sostenibilità attraverso 'l'Impronta ecologica', uno strumento di contabilità ambientale che misura in base a degli indici quante risorse naturali abbiamo e quante ne usiamo. Secondo le ricerche del GFN, se avessimo tutti il tenore di vita del popolo USA, necessiteremmo di altri 4 pianeti per soddisfare le nostre esigenze. Più sobri gli “english man”, richiedono solo due pianeti e mezzo….noi italiani qualcosa meno.

Fortunatamente indiani ed africani lasciano le risorse di più di mezzo pianeta a disposizione delle altre specie.

Alcuni dati (e date):

Il primo momento del non ritorno rigeneratore è stato il 31 dicembre del 1986.

Nel 1987 il rosso è scattato il 19 dicembre.

Nel 2008 il 23 settembre.

Nel 2009 il 25 settembre.

Nel 2010 il21 agosto.

Vi è seriamente da preoccuparsi davanti a questi dati e chiedersi se vale la pena di condannarsi a morte…vi è seriamente da chiedersi quale siano le soluzioni da applicare…sarà meglio pensare ad una decrescita ragionata o attenderne una imposta, magari violentemente, dalla natura?

Io non sono in grado di dare la giusta ricetta tecnica, ma di una cosa me ne rendo conto da solo…ne potremo uscire solo quando riusciremo a sottrarre lo scettro a chi governa le nostre scelte dall’alto e riuscire a decidere direttamente le nostre sorti, politicamente ed economicamente, attraverso un intervento partecipato, ed il più possibile locale e personalmente responsabile, alle proprie scelte di vita.

Giorgio Bargna

15/12/2010

Primo round

 

BCE.jpgNe abbiamo accennato in parte, molto poco in realtà, in “Italici neoplasmi”…in queste ore, la fine del primo atto.

In politica nulla avviene per caso e di certo non sono gli scandali sessuali di Mr B o quelli edilizi di Fini e neppure quelle che sembrano bizze politiche ad aver portato al doppio voto di fiducia.

Il tutto rientra in un processo, in atto ormai da tempo, che tende a sostituire il

governo italiano con un esecutivo tecnico, con il compito di attuare "riforme" urgenti che sono ben più difficili da attuare quando i partiti devono rispondere direttamente ai propri elettori….anche se questo, in Italia, è un vero e proprio eufemismo.

Nel pieno dei trattati lisboniani la BCE e il FMI chiedono tagli alle pensioni e riduzioni ai deficit di bilancio, quindi gli stati eseguono; noi siamo a conoscenza solo dei casi dove la popolazione “resiste”, ma ovunque si esegue.

La “in alto” non si fidano del Governo Berlusconi (anche se sotto la minaccia di un attacco al debito pubblico italiano l'esecutivo ha già seguito una linea di rigore, bloccando gli investimenti che sarebbero necessari per l'economia reale), soprattutto non si fidano di Giulio Tremonti, reo di non aver rifinanziato a dismisura le banche…cosa poco gradita al sig. Mario Draghi.

Oltretutto Berlusconi si circonda di partner poco controllabili, quali magari la Libia o la Russia il che dà non poco fastidio ai manipolatori della geopolitica a Washington, Londra e Bruxelles.

Dietro alle “bischerate”, quali le leggi elettorali, si celano progetti di tagli pesanti alla previdenza sociale, la privatizzazione delle municipalizzate (bloccata, magari anche per interesse, dalla Lega Nord), e l'ulteriore liberalizzazione di ogni servizio pubblico.

In queste ore il governo ha resistito, ma si è dimostrato debole e prossimamente assisteremo a degli altri round che tendono a portare ad un governo tecnico od ad una tecnica alleanza che governi al più presto…in rappresentanza della geopolitica e delle 3M, probabilmente andremo sotto la guida “sanguinosa” di Mario Draghi o Luca Cordero di Montezemolo….informatevi tranquillamente in rete di quali siano i loro modelli.

Troviamo conferma della trasversalità dell’attacco in una recente mozione presentata da Francesco Rutelli al Senato, che parla chiaro:

“... e) le liberalizzazioni sono urgenti, e va tradotta in disposizioni legislative la segnalazione al Governo del febbraio 2010 da parte dell'Autorità garante della concorrenza e del mercato, riguardante i mercati dei servizi pubblici (postali, ferroviari, autostradali e aeroportuali), energetici (carburanti e filiera del gas),bancario-assicurativi, degli affidamenti pubblici e di tutela dei consumatori. Vanno recepite nella Costituzione le norme dei Trattati UE sulla concorrenza. Vanno rafforzate le norme in materia di servizi pubblici locali: troppi monopoli stanno spingendo verso l'alto le tariffe... " (1-00314 del 6 ottobre 2010).”

L'incessante richiesta di liberalizzazioni e tagli alla spesa pubblica è il marchio di fabbrica di coloro che hanno creato la crisi economica attuale, niente investimenti pubblici, niente misure punitive contro la speculazione finanziaria, e niente protezioni per i settori produttivi.

Il dramma è che, in realtà, nel nostro paese non si sono ancora sviluppate forze che si ispirano al bene comune, unico mezzo per bloccare un progetto che sarebbe disastroso per il paese.

Giorgio Bargna